Tratto da "La settimana" domenica 21 maggio 2000

LA PRMA SANTA NATA IN POLESINE
La famiglia di Clelia Nanetti

Abbiamo iniziato a raccontare la vita della Beata Maria Chiara Nanetti, la martire polesana uccisa in Cina il 9 luglio 1900 all'età di 28 anni, esattamente cento anni fa; lo facciamo di settimana in settimana in tutti questi mesi che ci separano dal giorno della canonizzazione della Beata Nanetti fissato a Roma per domenica 1 ottobre 2000.
    Vogliamo così offrire ai nostri lettori la possibilità di conoscere la vita, l'opera e l'eredità spirituale lasciataci della Beata, la testimonianza di fede eroica che Maria Chiara Nanetti ci ha consegnato è sicuramente un segno importante di questo secolo di sto- ria, è un segno che non può essere dimenticato; il sangue versato dalla giovane suor Nanetti non può e non è stato sicuramente inutile come non lo è mai stato per nessun martire in duemila anni di storia, pertanto il dono supremo della sua vita non può passare inosservato nell'antica storia ecclesiale della diocesi di Adria-Rovigo, perché come sappiamo fin dall'inizio del cristianesimo fu proprio il sangue dei martiri a generare la Chiesa. Attraverso il cammino della sua vita, Clelia Nanetti ci rivela il suo animo profondamente innamorato di Cristo, della Chiesa e dei fratelli. Leggendo la biografia di Chiara Nanetti si scopre una donna distinta per la solidità della sua formazione e per l’ardore che la spingeva ad andare verso i fratelli.
    Nel numero della scorsa settimana del settimanale diocesano "La Settimana" abbiamo delineato solo alcuni tratti che riguardano la famiglia Nanetti, famiglia che ora cercheremo di rivisitare in ogni suo aspetto, convinti che è la famiglia la prima comunità educante, realtà importante nella formazione umana e cristiana di una persona; la famiglia fu determinante per la vita della piccola Clelia, che sin dai primissimi anni di vita nella sua casa riceve tutte quelle particolari attenzioni necessarie per una equilibrata maturazione che la guideranno poi nel corso sella sua esistenza.
    Seguiamo così passo dopo passo l’itinerario della sua famiglia, una famiglia numerosa anche per quei tempi e di umili condizioni sociali ma proprio questa realtà sarà la "scuola" di vita della piccola Clelia che la porterà a compiere cose straordinarie. E’ proprio attraverso la storia quotidiana che possiamo scoprire la santità di una persona, realtà che non possiamo inventare e neppure costruire in laboratorio; la santità si raggiunge attraverso il cammino della nostra vita affrontando prove e difficoltà.
    Come più volte abbiamo ricordato la Beata Maria Chiara Nanetti nasce il 9 gennaio 1872 in località Ponte Santa Maria Maddalena; il papà si chiamava Narciso mentre la mamma Pellegrina Rossi, Narciso e Pellegrina erano fidanzati, lui aveva 24 anni e Pellegrina 18 quando celebrarono il loro matrimonio cristiano il 13 febbraio 1867 nella chiesa parrocchiale di Guarda Ferrarese, un piccolo paese della provincia di Ferrara adagiato sulla sponda ferrarese del fiume Po all'altezza del comune polesano di Guarda Veneta. Fu sicuramente un festa povera il matrimonio dei genitori come era per i contadini di allora, ma per la formazione cristiana dei giovani sposi quel matrimonio fu l'inizio di un "grande" cammino di amore, Narciso e Pellegrina erano due giovani disponibili a vivere in pienezza il loro matrimonio, pronti ad accogliere il dono della vita e a compiere ogni giorno la volontà di Dio.
    Le fonti storiche dicono che la signora Pellegrina in modo particolare conservò per tutta la sua vita un ricordo splendido del giorno del suo matrimonio, questo era dovuto al fatto che il suo parroco l'aveva preparata a compiere questa scelta di vita cristiana con impegno e responsabilità profonda, e proprio al suo parroco Pellegrina farà sempre riferimento soprattutto nei momenti difficili della sua vita di sposa e di mamma. Dopo il matrimonio i due giovani sposi entrarono a far parte della famiglia Nanetti, famiglia patriarcale che da moltissimi anni abitava a Cologna comune di Berra provincia di Ferrara, un piccolo paese situato sulla strada Serravalle-Ferrara, la casa era un enorme caseggiato, la tipica casa colonica di una volta, ancora oggi esistente, in località "Carmignano" nei pressi della chiesa attuale Madonna "Regina Pacis" di Valgrande, per intenderci all'altezza di spino comune della provincia di Rovigo.
    La famiglia Nanetti da sempre svolgeva il lavoro di agenti di campagna cioè si dicavano alla 'boaria" era un umile mestiere che non permetteva grandi spazi economici si poteva vivere grandi difficoltà e ristrettezze Economiche      (2 - Continua)

Settimio Rigolin